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L'evento è stato organizzato dal "GRUPPO ISOLANO" che ringraziamo per la splendida collaborazione
Caro Dott. Socci, Vorrei ringraziarla per avere evidenziato, nella prima pagina del Giornale, il nostro tentativo di salvare un piccolo monumento che noi consideriamo faccia parte della storia, giustamente indicando che si debba includere una menzione per i somari, o muli?, che anche loro hanno tanto contribuito ad alleviare la travagliata esistenza degli uomini. Ci hanno pensato, proprio in questi giorni, i cittadini di Londra, inaugurando, nel famosissimo Park Lane, un statua ai muli morti a migliaia di stenti, tra le bombe, portando viveri e munizioni ai soldati al fronte e rendendo anche onore a tutti gli altri animali sacrificati dagli esseri umani i quali, nella presunzione di essere i proprietari del creato, si dimenticano degli altri esseri viventi, che soffrono spesso per causa loro, e condividono pene e fatiche nella loro breve apparizione sulla terra. Nessun essere vivente è più crudele ed efferato della specie umana, ne’ più insensibile alle sofferenze altrui. Quello che siamo capaci di produrre a reciproco danno ne e’ la riprova. E’ perciò inutile cercare di suscitare almeno pietà per gli animali? Mi pare che, anche da parte vaticana, ci fu, tempo fa, un accenno alla possibilità che essi avessero sentimenti ed affetti che richiedono rispetto, se non un’anima, prerogativa esclusiva degli uomini anche quando stuprano bimbi e si tagliano a pezzi fra di loro. Non mi pare che tutto ciò escluda possibili espressioni di pietà ed aiuto per tutti gli esseri viventi. Ne’ mi pare, sia occasione per risuscitare vecchi antagonismi risorgimentali. Può darsi che i romani apprezzassero le forche papali rierette nelle piazze il giorno dopo l’uscita dei miei bisnonni da Roma, nel 1849. Gli ebrei del ghetto un po’ meno, dopo avere gioito, per qualche mese, dell’apertura delle porte del loro quartiere-prigione e dei diritti civili ed umani concessi durante la repubblica Romana e loro negati prima e dopo quel periodo. Mi consenta di sorvolare su certe espressioni irriverenti del mio Avo proprio a proposito del suo somaro, comprensibili nel rovente clima di un processo unitario non gradito all’alto Soglio di Pietro. Puntualizzo però che Garibaldi fu profondamente cristiano, si sposò in chiesa appena possibile, battezzò i suoi figli. Forse ebbe il merito di concorrere al distacco della Chiesa di Cristo dal potere temporale, onde permetterle di dedicarsi, senza tanti ingombri, alla cura delle anime. Io poi, pronipote di tale reo blasfemo, sono stata addirittura battezzata due volte, la seconda sotto la personale benedizione di Pio XII! Non mi sento colpevole di amare, come il mio avo, gli animali e gli esseri umani, anche se amare questi ultimi mi riesce, a volte, assai difficile. Credo comunque sia improbabile sostenere che i Garibaldi non si siano impegnati per la sorte dei loro simili, anche fino alle più tragiche personali conseguenze. |